I migliori film di sempre: “Il pianista”

Di , scritto il 19 Gennaio 2009

il_pianista.jpgCome è possibile imprimere su 148’ di pellicola il riassunto della vicenda dell’occupazione nazista della Polonia tra il 1939 ed il 1945, e – in particolare – riuscire a raccontare le sofferenze degli ebrei polacchi senza scadere nella “banalità” del patetico, rischio troppo facile in sceneggiature simili?

A quanto pare, l’unica risposta possibile è che bisogna possedere il carisma del genio che è proprio di un regista come Roman Polanski, e magari affidarsi allo splendido racconto autobiografico di uno che le vicende di cui sopra le ha vissute sulla propria pelle: il pianista Wladyslaw Szpilman. Nasce così nel 2002 Il Pianista, un film che non esitiamo a definire “capolavoro”.

La pellicola si apre sull’immagine di Szpilman (Adrien Brody) intento a suonare le composizioni di un “monumento nazionale” polacco come Chopin per la radio di Stato, mentre l’esercito tedesco cannoneggia la città di Varsavia. E’ l’inizio di quella che diverrà poi la Seconda Guerra Mondiale, ma per molti tra gli ebrei della capitale polacca (e non solo) è  – letteralmente – l’inizio della fine.

Le leggi naziste impongono provvedimento discriminatori, e Polanski è bravo ad indagare le reazioni agli stessi collocandole tutte all’interno della famiglia del protagonista: c’è infatti la rassegnazione del padre di Szpilman; c’è la fiducia delle donne di casa che però non sanno spiegare il “perché” di questo loro sentire; c’è infine la combattività rabbiosa del fratello, che reagisce istintivamente appoggiando la resistenza armata dei partigiani.

E poi c’è Wladek, che non parla molto ma è piuttosto la “chiave” che Polanski utilizza per farci entrare nella realtà degli ebrei polacchi, un popolo che Adrien Brody da solo incarna benissimo con l’espressività del proprio volto, sempre segnato da una vena di tristezza.

Infine, la musica di Chopin, unico vero filo rosso della pellicola nonché strumento di salvezza per Szpilman, che sopravvivrà (unico della sua famiglia) all’eccidio anche per via del proprio talento musicale. Riconoscimenti importanti per questo film, Palma d’Oro a Cannes oltre che vincitore di 3 meritatissimi premi Oscar (regia, sceneggiatura non originale, e infine Adrien Brody come attore protagonista). Assolutamente da non perdere.



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