‘Take Five’: un bel noir napoletano al cinema

Di , scritto il 06 Ottobre 2014

Take Five locandinaTake Five è decisamente una pellicola da vedere perché fa ridere ma anche riflettere. Diretto e sceneggiato da Guido Lombardi, include un po’ de I soliti ignoti (capolavoro di Mario Monicelli), un po’ dei gangster movie americani e un po’ dello stile de Le Iene. E’ la storia di una “banda del buco”, un gruppo di ladri improvvisati e un po’ cialtroni: uno è un ricettatore, l’altro un gangster passato alla storia ma ormai depresso, il terzo è un pugile squalificato a vita, poi ci sono un fotografo specializzato in matrimoni, un ex rapinatore reduce da un infarto e un idraulico con il vizio del gioco. Quest’ultimo un giorno si trova a lavorare nel caveau di una banca di Napoli per riparare una perdita e gli viene l’idea di organizzare un supercolpo. Il gruppetto si prepara, organizza i dettagli, litiga, discute. Si mostrano diffidenti, ma anche solidali, alla fine si trovano travolti da un gioco al massacro reciproco, nel quale hanno importanza soltanto il denaro e la sopravvivenza. In questo senso è un film realistico nel raccontare la ferocia del nostro tempo.

La narrazione è buona, la caratterizzazione dei personaggi è ottima, anche perché gli attori sono davvero bravi. Nel cast ci sono anche alcuni ex detenuti (come Salvatore Striano e Gaetano Di Vaio) che rendono più forti i personaggi con le loro storie di riscatto vero.



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