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Pinocchio: la recensione in anteprima del film di Guillermo Del Toro

A dicembre arriverà al cinema e su Netflix Pinocchio, l’adattamento animato di Guillermo del Toro del famosissimo romanzo di Carlo Collodi: qui la nostra recensione.

Il 4 dicembre uscirà al cinema Pinocchio: resterà nelle sale per alcuni giorni e dal 9 sarà disponibile su Netflix. Per questo adattamento del celebre libro per ragazzi di Carlo Collodi, Guillermo del Toro (Il labirinto del fauno, La forma dell’acqua…) ha scelto un film di animazione in stop-motion.

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Pinocchio di Guillermo del Toro – Solocine.it

La trama segue a grandi linee quella del romanzo originale, ma il regista ha scelto di aggiungere alcuni tocchi personali che rendono questo adattamento unico e molto diverso da tutti i precedenti.

Innanzitutto, tutta la storia si sviluppa tra gli anni ’30 e ’40, mentre l’Italia è in guerra e soggiogata da Mussolini e dalla dittatura fascista. All’inizio di tutto, Geppetto (David Bradley) ha già un figlio, Carlo, che muore durante un bombardamento. Da qui, dopo anni in preda alla depressione e all’alcolismo, una notte il falegname decide di costruire uno finto che sostituisca il bambino perduto. Una divinità (Tilda Swinton) ascolta le sue preghiere e anima il burattino di legno: nasce così Pinocchio (Gregory Mann). Se vuoi saperne di più sul cinema di Del Toro guarda qui.

Pinocchio, l’adattamento antifascista di Guillermo del Toro

Appena nato, Pinocchio è entusiasta della vita e inizia a sperimentare le piccole e le grandi cose. La trama si sviluppa più o meno seguendo il filone narrativo originale, dove lo spettatore accompagna Geppetto e il Grillo Parlante (Ewan McGregor) nel lungo viaggio per ritrovare il burattino fuggito. Pinocchio, come nel romanzo, si rifiuta di andare a scuola e prende un’altra strada, finendo però alla mercè di individui spietati, dal direttore di una compagnia teatrale ormai in disgrazia (un mix tra la Volpe e Mangiafuoco, doppiato da Christoph Waltz) e un podestà fascista (Ron Perlman) accompagnato dal figlio Lucignolo (Finn Wolfhard).

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Una scena di Pinocchio – Solocine.it

Un film toccante e ben costruito, che non parla solo dell’amore tra padri e figli, ma insegna anche a ragionare con la propria testa, a sviluppare le proprie idee, a non arrendersi davanti agli ostacoli e a infrangere le regole, quando necessario.

Guillermo del Toro ha girato sicuramente un adattamento originale, unico nel suo genere. Il suo tocco è ben visibile sin dall’inizio, grazie all’atmosfera a tratti dark e cupa e alla complessa psicologia dei personaggi. Tra film e cartoni animati, di adattamenti dell’opera di Collodi ne sono stati prodotti tanti, in Italia e all’estero, ma questo ha sicuramente una marcia in più. Emozionante, avventuroso e profondo, vi terrà incollati allo schermo per quasi due ore.