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Harvey Weinstein dichiarato ancora colpevole: rischia altri 24 anni di carcere

Harvey Weinstein – Solocine.it

Già condannato a 23 anni di carcere, dopo l’ultimo processo del 19 dicembre il produttore cinematografico Harvey Weinstein ne rischia altri 24. 

Era il 2017 quando il New York Times e il New Yorker pubblicarono l’inchiesta contro Harvey Weinstein. Diverse attrici accusarono il produttore di aver abusato di loro, obbligandole a rapporti sessuali in cambio di ingaggi lavorativi, minacciando di ricattarle in caso di rifiuto. Da qui è nato il movimento #MeToo, grazie al quale sempre molte più donne hanno trovato il coraggio di denunciare le molestie ricevute sul luogo di lavoro. Tra le artiste famose che hanno mosso le accuse spiccano Gwyneth Paltrow, Asia Argento, Angelina Jolie, Uma Thurman e Cara Delevingne. Questa vicenda ha ispirato un film documentario, Anche io.

Ovviamente, il mondo si è diviso in due parti: chi a favore del produttore, dichiarando che tutte queste artiste avrebbero mentito per ottenere popolarità, e chi a favore delle vittime. Si è svolto un processo che nel 2020 ha dichiarato Harvey Weinstein colpevole e obbligato a scontare 24 anni di carcere per i reati commessi dal 2006 al 2013. Per il momento ne ha scontati solo due.

Il 19 dicembre, tuttavia, si è concluso un nuovo processo quando sono arrivate delle nuove accuse. Diverse donne, infatti, lo hanno accusato di violenze sessuali e l’uomo si è ritrovato a difendersi da ben sette capi di accusa. Dopo due mesi il tribunale finalmente è arrivato a una sentenza.

Harvey Weinstein, riconosciuto di nuovo colpevole

Durante questi ultimi mesi Harvey Weinstein ha ricevuto denunce da diverse donne, che lo hanno accusato di aver abusato di loro tra il 2004 e il 2013. Solo due di loro hanno dichiarato apertamente la propria identità: si tratta di Jennifer Siebel Newsom, moglie dell’attuale governatore della California e documentarista Gavin Newsom, e della modella e sceneggiatrice Lauren Young.

Asia Argento, una delle più grandi sostenitrici italiane del movimento #MeToo – Solocine.it

Il tribunale di Los Angeles lo ha ritenuto colpevole di tre delle sette violenze sessuali, ovvero quelle dichiarate da un’attrice russa che vive in Italia (e che ha chiesto di rimanere anonima). La donna ha accusato il produttore di averla violentata nel 2013, in una camera di un hotel a Los Angeles, durante un festival del cinema.

I giudici hanno respinto le accuse di un’altra donna anonima (si sa che si tratta di una massaggiatrice), mentre sui casi di Jennifer Siebel Newsom e di Laurean Young non sono riusciti a raggiungere un verdetto comune. Ora la procura dovrà decidere se ricominciare un nuovo processo: per il momento Weinsten rischia altri 24 anni di carcere, oltre ai 23 a cui è stato condannato nel 2020.