Al Pacino a Roma fra premi e banalità

Di , scritto il 23 Ottobre 2008

Al PacinoAl Pacino è sbarcato nella Capitale in occasione del Festival del Film di Roma e rimane in noi la sensazione che l’attore stia vivendo un periodo di carriera non felicissimo, fra alcune prove un po’ sbiadite e dichiarazioni che lasciano davvero il tempo che trovano in quanto a banalità.

Pacino è reduce dal disastroso thriller con Robert De Niro nel quale sembra girare a vuoto appoggiandosi esclusivamente sul puro mestiere e ora rincara la dose con le frasi rilasciate alla stampa in occasione del Marc’Aurelio d’oro.
“Tutti pensano che gli attori sono dei bugiardi. Ma io credo che si reciti solo nella vita”, ecco la perla di saggezza che lo stanco Pacino ci ha regalato, fatene tesoro perchè è una verità illuminante, che vi sconvolge e rivoluziona la vita.

L’attore ha poi proseguito dicendo le solite ovvietà sul cinema italiano fonte di ispirazione per tantissimi artisti americani: forse si riferisce a trenta-cinquanta anni fa, perché a guardare il cinema italiano oggi non è che ci sia da ispirarsi più di tanto.

Ovviamente il sindaco di Roma, Alemanno, è stato altrettanto banale mentre premiava l’attore con una rappresentazione della Lupa Capitolina, dicendo che Pacino “è un simbolo della fratellanza tra popolo italiano e americano”, altra frase che lascia davvero il tempo che trova e non sembra più di tanto fondata sui fatti.

Per fortuna quando poi recita Pacino è di solito molto meno banale e rimane uno dei più grandi attori viventi, nella speranza che riesca presto a completare il tanto atteso Salomaybe a cui sta lavorando da ben tre anni!

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