Black Sea – un Jude Law grintoso per un film non troppo convincente

Di , scritto il 21 Aprile 2015

Jude Law Black SeaIl capitano scozzese di sommergibili Robinson (Jude Law), con un divorzio alle spalle e un figlio adolescente con cui non ha quasi alcun rapporto, viene licenziato dalla sua società di recupero relitti. Robinson, che può vantare una forte esperienza professionale, decide allora di cercare il riscattarsi con un’impresa straordinaria: recuperare l’immenso carico d’oro contenuto in un sommergibile nazista che giace sul fondo del Mar Nero dal 1941, affondato nel corso della II Guerra Mondiale. A bordo di un sottomarino di fortuna e a capo di un equipaggio poco addestrato fatto da un eterogeneo gruppo di mercenari anglo-russi, il capitano parte così per un’avventura che si rivelerà ancora più pericolosa del previsto. In teoria il loro problema più grosso dovrebbe essere quello di evitare le navi russe di vedetta, ma in realtà a mettere a rischio le vite degli avventurieri saranno piuttosto i contrasti personali e psicopatiche pulsioni di violenza. Robinson per un po’ riuscirà a tenere sotto controllo la situazione, ma in seguito lui stesso si rivelerà ottenebrato dalle ansie di rivalsa. Bravo nel suo ruolo Jude Law, che ha il physique du role e una eccellente ruvida grinta. Per quanto concerne il regista Kevin MacDonald, al suo sesto film, rimane il suo tipico rimanere in bilico fra il genere thriller marinaro e il claustrofobico kammerspiel senza essere nessuna delle due cose.



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