Gina vs Silvia in The Burning Plain

Di , scritto il 18 Ottobre 2007

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Sì, assisteremo a un duetto tra Charlize Theron nella parte di Silvia e Kim Basinger nel ruolo di sua madre Gina. Le riprese inizieranno fra qualche mese per la regia di Guillermo Arriaga che rappresenta la vera novità di questo film con produzione della stessa Theron attraverso la sua 2929 Prod. Il titolo ancora privo di versione italiana sarà The Burning Plain e verranno raccontate le vicissitudini che Charlize/Silvia incontrerà nel tentativo di recuperare i suoi rapporti quanto mai burrascosi con i genitori.

Siamo quasi quasi abituati ad ammirare le movenze morbide di Charlize Theron che entra nelle nostre case ogni sera accompagnata dalle note di Pensiero Stupendo e dalla sensuale voce di Patty Pravo (chi ricordava che la canzone è stata scritta da Ivano Fossati?) ma non dimentichiamo quanto sia brava questa attrice ora anche produttrice. Sebbene sia nata nel 75 ha già compiuto i grandi passi di una carriera straordinaria e, per carità, non soffermiamoci nel ricordo della pubblicità del Martini quando il di lei vestitino si sfilacciava… Non so fino a che punto la pur bella Kim potrà competere (soprattuto nella recitazione)!

Ma vorrei spendere qualche parola soprattutto per il neo-regista Guillermo Arriaga. E’ un romanziere messicano che ha iniziato a scrivere sceneggiature solo da qualche anno, ma tutte assai originali e di successo: Babel, indimenticabile; Le Tre Sepolture, duro e asciutto come il suo regista e protagonista Tommy Lee Jones; 21 Grammi angosciante preludio dell’aldilà. Da non dimenticare che con Le Tre Sepolture Arriaga ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes 2005. Nelle sue vicende il tempo si dilata, le storie dei singoli si intersecano in un mosaico dai colori rari e forti. E’ come se i nuovi nomi latino-americani portassero in un cinema sempre più asfissiato da effetti speciali una nuova linfa vitale, a tratti coriacea, ma sempre ricca di compassione per l’uomo e per la sua disperazione. Temi che Hollywood non ha quasi mai conosciuto se non per fini opportunistici.

Questi nuovi cineasti, non dimentichiamo l’altro grande messicano Alejandro Inarritu, varcano il confine portando con sé una ricchezza creativa che gli americani, in genere, stanno forse perdendo sempre più sprofondati in uno show-buz che toglie il respiro. Soldi soldi soldi! Per fortuna c’è anche qualche autore come il texano Cormac McCarthy che soffia sulle braci del mito, quello vero dei grandi spazi e della libertà, dura da conquistare, ma pur sempre libertà (anche di volare alto).
Dario Arpaio



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