la recensione di Dario Arpaio: Cold in July

La solitaria stella del Texas non finisce di illuminare il genio creativo di Joe Lansdale, uno dei più popolari, prolifici ed eclettici scrittori americani dei nostri giorni. I suoi romanzi spaziano tra il noir e l’horror, il pulp e la fantascienza, con un occhio pure al western. Ha scritto anche più di duecento racconti. Ha sceneggiato graphic novel e film di animazione. Molto amati sono i suoi cicli, tra i quali quello del Drive-In, una serie pulp fantascientifica intrisa di sangue e popcorn, e, sopra tutti, i romanzi aventi protagonisti Hap e Leonard, due simpaticoni sempre in mezzo ai guai e alle sparatorie a fin di bene. Il primo è grande e grosso, nero e omosessuale e picchia come un toro; il secondo, bianco e romanticone, è un reduce del Vietnam al quale fanno impazzire le rosse. Di Hap e Leonard si attende l’uscita di una serie televisiva molto attesa dagli innumerevoli fan. Nel frattempo Lansdale ha co-prodotto il film tratto da uno dei suoi romanzi più recenti, Cold in July, una black comedy ambientata, come sua abitudine narrativa, nella piccola cittadina texana di Laborde, provincialotta e, solitamente, tranquilla. La regia dell’omonimo film è stata affidata ad uno dei più interessanti registi indie in circolazione, il quarantenne Jim Mickle che ha co-sceneggiato e diretto con mano ferma un cast eccellente, ovvero Michael C. Hall, Sam Shepard e Don Jonson, i quali hanno dato vita e corpo alle frizzanti pagine di Lansdale come meglio non si sarebbe potuto sperare, lasciando presagire anche ciò che potrà offrire, in contenuti, la serie televisiva dedicata alle vicende della coppia Hap e Leonard, pure affidata al regista Jim Mickle.

  1. Un uomo tranquillo di nome Dane (Michael C. Hall) uccide accidentalmente un ladro introdottosi nottetempo in casa sua. Per la cittadina di Laborde, il giovane, di mestiere corniciaio, diventa un eroe, ma la sua coscienza è profondamente turbata, anche perchè il padre della vittima (uno splendido Sam Shepard), lui pure un delinquente, è in cerca di vendetta. La polizia indaga. Tutto pare tornare nella normalità, ma qualcosa nei fatti non torna. Ci penserà Jim Bob (un eclettico Don Jonson), un detective venuto da Houston a bordo di una sontuosa Cadillac rossa, a trovare il bandolo della matassa. Eppoi la parola andrà alle canne dei fucili per fare giustizia, in perfetto stile texano.

Cold in July, presentato con successo a Cannes 2014, nella rassegna Quinzaine des Réalisateur e riproposto al recente Torino Film Festival, è un film davvero frizzante, tanto quanto la scrittura di Lansdale. Cresce di tensione con i giusti ritmi capaci di giocare intorno alla calma cupa che precede la tempesta fino a esplodere in un pirotecnico finale alquanto pittoresco.

Gran merito va dato alla casa distributrice, la Movies Inspired, attenta in particolare ai titoli di pregio e di indiscutibile richiamo Da sottolineate come la Movies Inspired offra la visione del film anche in lingua originale sottotitolato.

Dario Arpaio