James Cameron, re di Pandora

Di , scritto il 16 Gennaio 2010

1977. James Cameron, un camionista ventiduenne, esce dalla sala dove ha appena visto Guerre Stellari di George Lucas. Il giovane è appassionato di fantascienza e si diverte a scrivere racconti e a disegnare modellini di astronavi. Ha appena visto sullo schermo ciò che lui stesso avrebbe voluto girare se fosse stato un regista. Che rabbia non averlo potuto fare lui quel film!

1997. Quel giovane ha fatto molta strada, passi da vero gigante. Ha girato molti film di successo come Terminator, Alien e si ritrova a fare i conti con un nuovo titolo da tutti considerato nelle previsioni solo come un costosissimo flop, una melensa storia d’amore durante un naufragio: Titanic, che invece stravolge ogni record di incasso ai botteghini. James Cameron diventa il ‘re del mondo’ del cinema e Titanic vince ben 11 Oscar. Le case di produzione lo cercano, ma lui si apparta. Riprende in mano un raccontino scritto un paio di anni prima per dare sfogo alla sua passione per la fantascienza, un’ottantina di pagine dove si narra di un mondo alieno popolato dai Na’vi, umanoidi blu che vivono in perfetta armonia con il creato. Però manca qualcosa all’irrequieto James: le possibili tecniche di ripresa disponibili non lo soddisfano, non sarebbero sufficienti per dare vita a ciò che ha in mente. Ha bisogno di qualcosa più sofisticato, diverso, innovativo per alimentare la sua innata caparbia volontà creativa.

2002. Cameron trova la risposta che andava cercando nella tecnica usata per rendere sullo schermo uno dei personaggi della saga de Il Signore degli Anelli, Gollum, il quale non è un freddo prodotto artefatto, ma è un attore che ne initerpreta i tratti rielaborati dal computer in tempo reale attraverso una decina di telecamere: è la ‘motion capture’. Peter Jackson e la sua Weta Digital adottano un modo di fare cinema d’animazione che è più vero del vero. A loro si rivolge Cameron per realizzare il suo progetto e via via prende corpo quello che oggi è Avatar, il sogno di una vita.

2005. Una troupe di centinaia di tecnici vengono impegnati per più di quattro anni, tanti ce ne vorranno per realizzare questo straordinario film girato in un rivoluzionario 3D. Sì perché Cameron ha anche ideato nuove macchine da presa, ben diverse da quelle a disposizione per girare in 3D, ed è andato in Giappone dalla Sony per convincerli a elaborare macchine molto più leggere, poco più di 20 chili rispetto agli oltre 200 delle precedenti, ma soprattutto più versatili e in grado di far visionare immediatamente i giornalieri appena terminate le riprese.

Si è rivolto poi alla Light&Magic, proprio quella di Lucas, per gli effetti speciali, tutto dopo avere convinto la Fox a finanziare il megaprogetto con oltre 400 milioni di dollari. Botanici, esperti linguisti e altri tecnici danno vita, sotto la guida di un Cameron perfezionista e mai soddisfatto, al pianeta Pandora, il vero grande protagonista del film Avatar.

Finalmente nel 2009 il film esce in tutto il mondo (non in Italia, noi abbiamo aspettato fino al 15 gennaio per lasciare spazio ai cinespazzaturpanettoni…). E’ un trionfo. Immediatamente Cameron è candidato a 4 Golden Globe e, probabilmente, si spartirà gli Oscar con Kathryn Bigelow e il suo The Hurt Locker, come dire una sorta di affare di famiglia, essendo i due ex marito e moglie.

La vicenda narrata da Avatar non colpisce tanto per l’originalità dei temi trattati quanto per la estrema spettacolarità delle sequenze. Si presenta come un pot-pourri di argomenti già visti che ruotano, anche un po’ superficialmente, intorno ai temi del colonialismo, del razzismo, del genocidio, dell’avidità tipica del nostro essere totalmente immersi in una visione antropocentrica del nostro mondo intendendolo solo come qualcosa di depredabile a uso e consumo della nostra smodata avidità. Nel mezzo ci sta anche una storia d’amore, perché no, un po’ di sentimentalismo non guasta mai…

Come dicevamo il vero magnifico ‘scandalo’ è il pianeta Pandora, un autentico grande perfetto organismo vivente, perfetto nelle sue manifestazioni, anche nelle più minute e sottili luminescenze. Un pianeta pronto a difendere se stesso e i suoi appartenenti contro ogni forma di alterazione dell’equilibrio che è anche religioso in un autentico e commovente spettacolare tripudio elogio della Vita. Gli uomini, secondo Cameron, possono poco e quel poco in genere produce esiti negativi.

Avatar nel suo 3D è davvero spettacolare in ogni suo spezzone ed è destinato a battere facilmente tutti i record di incassi.

Intanto James Cameron si sta già preparando a un nuovo progetto, Alita – Battle of Angel, tratto da un celebre manga sulle imprese di una cyberdonnna e che dovrebbe uscire nel 2011.

Dario Arpaio

1 commento su “James Cameron, re di Pandora”
  1. giuseppe ha detto:

    ciao dario il film è molto bello io me lo sono visto nella versione normale..alla fine è un western cowboy contro indiani..sembra abbia preso da altri film esempio eragon ogni cavaliere ha il suo drago oppure ad esempio guerre stellari l astronave che passa ecc..ma malgrado la poca originalità è un ottimo film …


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