Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet – metafora del sogno che si può realizzare a qualunque età

Di , scritto il 13 Maggio 2015

lo_straordinario_viaggio_di_t_s_spivetC’è grande attesa per l’uscita il 28 maggio de Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, il nuovo film del regista Jean-Pierre Jeunet, lo stesso del pluripremiato Il favoloso mondo di Amélie. La storia, tratto dal romanzo tradotto in italiano col titolo Le mappe dei miei sogni (di Reif Larsen), è un ideale ponte tra l’infanzia e l’età adulta. Come siamo abituati con Jeunet, anche questa volta lo spettatore viene catapultato oltre l’immaginabile. In effetti, il piccolo inventore ricorda un po’ la famosa Amélie, perché guarda il mondo con occhi naif, da grande sognatore, pur avendo un talento da adulto e un cuore da bambino. La pellicola potrebbe essere definita come “un colossal europeo”, che con un budget relativamente ridotto rispetto a quelli degli americani non ha assolutamente nulla da invidiare ai film d’Oltreoceano – il divertimento è assicurato per tutti. Narra la storia di un bambino prodigio moderno, uno scienziata audodidatta di 10 anni che intraprende da solo un viaggio che lo porterà dal Montana attraverso l’America fino a Washington D.C. Tutto per ritirare il premio per aver inventato la macchina dal moto perpetuo, guadagnando sia la stima dei familiari che la grande sorpresa della comunità scientifica – increduli davanti a un genio così giovane.



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