Fendi e il cinema. Un elegante connubio lungo un secolo

Di , scritto il 11 Maggio 2015

meryl streep FendiFendi e il cinema. Un connubio, quello tra moda e pellicola che va avanti da decenni, perché non vi è scenario migliore per sfoggiare, mostrare, ed esibire le proprie creatività. Il cinema, dal canto suo, si appropria delle mani e delle menti brillanti della moda, per rafforzare i personaggi e la storia, per rendere credibile quello che si racconta.

Lo sa bene la maison Fendi, da sempre impegnata a vestire le star del cinema, ma anche gli attori meno famosi che popolano il mondo di celluloide. Poter collaborare con i grandi registi, le grandi menti del cinema, ha sempre attratto le sorelle più famose del mondo della moda.

Il loro stile, simbolo di eleganza e femminilità, ha potuto sottolineare, in maniera impeccabile, lo charme e il fascino delle più belle attrici di sempre. Come Silvana Mangano, una delle donne più belle del mondo, un vanto made in Italy che, nel suo cappotto di tessuto e pelliccia nel film “Gruppo di famiglia in un interno”, del 1974, ha sfoggiato tutte le sue doti sexy ma eleganti, avvolta in un capo dalla firma riconoscibile e sublime.

Ma Fendi non si è limitata ai confini italiani. Molte dive americane, dove il cinema è anche sfarzo ed immagine, hanno indossato uno dei famosi cappotti Fendi. Come la signora Ciccone, alias Madonna, che grazie alle pellicce è riuscita ad essere ancora più convincente nel film “Evita”, in cui interpreta l’eroina argentina divenuta famosa nei suoi discorsi alla nazione, sempre con indosso capi fantastici. O la famosissima Miranda Priestley de “Il diavolo veste Prada”, interpretata da una sublime Meryl Streep. E’ vero, nel titolo del film vi è un altro brand, ma non mancano scene in cui la crudele direttrice di Vogue non indossi un cappotto griffato Fendi. Ma le pellicole non si esauriscono qui: anche attrici meno famose, anche scene meno importanti, perché le sorelle lo sanno che è importante anche immortalare un solo frame con un capo Fendi, e questo verrà immediatamente riconosciuto. “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Catwoman” con Sharon Stone, Gwyneth Paltrow ne “I Tenenbaum”, ma anche Catherine Deneuve, diva elegante per eccellenza.

Una delle ultime collaborazioni tra la maison romana, è stata quella, nel 2014, con il film “Grand Budapest Hotel”, in cui la costumista Milena Canonero ha collaborato con Fendi per la realizzazione dei costumi. Non solo le donne, dunque, ad indossare cappotti. Oltre a Tilda Swinton anche Edward Norton ha potuto sfoggiare cappotti e maglioni in cashmere, che hanno reso ancora più credibile l’ambientazione fredda del film. I maxi cappotti in stile militare doppiopetto di astrakan grigio, e le mantella in velluto di seta italiano, dipinte a mano, i cui bordi, il collo e i manicotti sono stati impreziositi di visone nero, rispecchiano alla perfezione lo stile anni venti in cui il film è ambientato, ma la classicità è un must del brand Fendi.

Classicità che si può ritrovare anche nei capi pret a porter, più accessibili economicamente ma di sicuro effetto. Non è un sogno irrealizzabile sentirsi, per una volta, un divo del cinema senza dover, necessariamente, svuotare tutte le tasche. Il brand Fendi, infatti, è a passo con i tempi e si è aperto all’e-commerce. Se ci si vuole sentire un militare elegante come Edward Norton si può acquistare un capo su di un sito on line a prezzi accessibili, come ad esempio il sito Susi.it che offre maglioni e cappotti con sconti interessanti.

Proprio la capacità di mirare allo sfarzo e all’eleganza del cinema, rimanendo, però, con i piedi ben saldi tra la realtà della vita quotidiana, è stato uno dei punti di forza del brand. Perché la naturalezza con cui Fendi riesce a vestire i personaggi del cinema nasce dalla passione nella ricerca costante messa in campo già dai suoi fondatori, Adele Casagrande ed Edoardo Fendi. Passione trasmessa anche alle cinque figlie che ne hanno poi sviluppato i vari aspetti, portando avanti, nel mondo il famoso brand.



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