Hancock: recensione e trailer

Di , scritto il 10 Settembre 2008

Hancock Poster AlternativoHancock arriva venerdì prossimo nelle sale italiane  ed è con un filo di rammarico che tocca scrivere di una occasione mancata, di un film che parte molto, molto bene per poi afflosciarsi nel secondo tempo. Che occasione sprecata.
E dire che la pellicola inizia con ritmo altissimo e gag molto divertenti, in grado di far tornare un po’ coi piedi per terra tutti quei film con super eroi troppo seriosi e compresi nelle loro missioni di vita.

Dove gli altri supereroi hanno traumi e doveri, Hancock ha postumi da sbronza e inettitudine ai rapporti umani, persino nell’intimidire i criminali. Dove gli altri supereroi hanno costumi brillanti e fan adoranti, Hancock ha vestiti da vagabondo (i costumi sono gay, a sentire il suo parere), barba sfatta e lancia nella stratosfera i bambini che lo trattano male.
Dove gli altri hanno Batcave modernissime, Fortezze della Solitudine inespugnabili o Scuole per Giovani Mutanti, Hancock ha un camper malconcio in cima a un dirupo.

Perfetto.
Così come perfetto è Will Smith a incarnare questo super-barbone. E le scene spassose e spettacolari affollano il primo tempo, dall’inseguimento dei criminali al “salvataggio” della balena, dai filmati in youtube all’incidente con il treno.
Tutto materiale che deve, che avrebbe dovuto essere gestito nella seconda parte per dare un senso, una trama a un progetto che altrimenti, pur spassoso, sarebbe rimasto nel campo del “mix di scene divertenti e basta”.

Ed è qui che gli sceneggiatori rovinano il tutto scegliendo di inserire nella trama un pasticcio a metà fra Highlander e il new age, pasticcio di plot che riverbera con forza anche nelle psicologie dei personaggi e nella gestione di esse.

Le opzioni possibili erano infinite e gli scrittori sono andati invece a mostrarci un Hancock che si chiude in carcere e impara a gestire la rabbia, che si rade e frequenta l’anonima alcolisti e comincia a sentire il suo ruolo, facendosi in seguito accettare dalla comunità. Tutto qui.
Senza motivazioni, senza frizioni, tutto fatto cadere dall’alto.
E su questo cambiamento, già difficile da digerire, si innesta la sottotrama (che poi diventa trama principale) con la moglie di Ray, anche questa gestita in modo pessimo, anche questa fatta cascare dall’alto con il probabilissimo scopo di sorprenderci per il puro gusto della sorpresa. Senza contare i piani criminali del risibilissimo cattivo di turno.
Un vero disastro.

Eccoci qui quindi con un film incompleto che lascia lo spettatore con l’amaro in bocca per tutte le premesse non sviluppate.
Grande prova di recitazione per Will Smith, che veste ormai certi personaggi, certe espressioni come una seconda pelle, e ennesima splendida verifica delle possibilità di una Charlize Theron che Hollywood si ostina a umiliare con questi ruoletti da bonazza e che invece meriterebbe ben altra considerazione.

Film comunque da vedere in sala e in grado di garantire spettacolo e risate nella prima parte.

TRAILER:

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2 commenti su “Hancock: recensione e trailer”
  1. […] Peter Berg da Battleship a Father’s Day 20 Giugno 2012 alle 08:51 scritto da Elvezio Sciallis Peter Berg è un regista dalla carriera assai altalenante, in grado di alternare lavori molto interessanti quali Cose molto cattive a pellicole ben più deboli e inconsistenti quali Battleship, ma è di sicuro un film maker da ammirare per la sua continua voglia di affrontare temi e generi diversi. […]

  2. […] come previsto durante il week end cinematografico appena trascorso, con Hancock che riesce a soffiare il primo posto a Kung Fu Panda con la spettacolare somma di più di cinque […]


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