Che Bella Giornata: Checco è tornato!

Di , scritto il 06 Gennaio 2011

Faccio un sogno: la Befana vien di notte e si porta via tutti i cinepanettoni polpettoni. Speriamo che ci liberi da questa piaga. Molto meglio il suo carbone! Al loro posto ci lascia invece un bel ‘cozzalone’ tamarro e lui fa davvero ridere che più ridere non si può… Poi però mi sveglio e ritrovo i cinepanettoni in sala, tali e quali. Sarebbe anche ora di dire basta a questi soliti noti visti e rivisti, che si spacciano addirittura per ‘commedia all’italiana’. Ma ora c’è questo burino, viene dal sud, con la sua valigia di irresistibili cialtronate di cartone autentico pugliese a denominazione di origine controllata. Lo accompagna Gennaro, Gennaro Nunziante con la macchina da presa. Luca Medici è il suo nome e indossa di nuovo i panni di Checco Zalone, già zelighiano doc in Cado dalle nubi. Insieme all’amico questa volta raccontano, divertendoci, quanto tutti noi siamo mediocri e, perché no, un po’ zoticoni, ma pur sempre pieni di buoni sentimenti (in fondo in fondo, però).

Ma che bella giornata! Finita bene, in barba ai terroristi vittime delle inesorabili cozze tarantine. Che dire poi del rincorrersi delle raccomandazioni a questo o a quello, autentico status dell’arrangiarsi nostrano e, se nel precedente Cado dalle nubi era tutto il sud contro il nord, stavolta il duo Medici-Nunziante pasticcia ad arte con i santi in preda all’ecstasy. Meno canzoni e più dialogo, ricco di battute, a tratti degne delle improvvisazioni del grande Totò, con in più un pizzico di Rocco Papaleo soldato, il quale non vede l’ora di tornare in missione in Iraq per pagare il mutuo. Ma che bella giornata! Vivace nel ritmo narrativo, fresca nel racconto, senza la presunzione di volere essere politicamente scorretti, pur considerati gli argomenti sfiorati, ma semplicemente per prenderci in giro, in un giro di giostra che piace, diverte.

Il grande Aldo Fabrizi, prima di andare in scena, era capace di sapere quando e come sarebbe arrivata la risata del pubblico, se di pancia o di testa. Che il Luca Medici, in arte Checco Zalone abbia lui pure quel dono innato, sapientemente misurato?

Dario Arpaio



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