Elisa Sednaoui, madrina del Festival di Venezia tra eleganza e sensibilità sociale

L’abbiamo già ammirata tutti sul red carpet e nella serata di apertura del 2 settembre e la vedremo anche nella cerimonia di chiusura del 12 settembre, quando saranno consegnati i Leoni d’oro e gli altri premi della settantaduesima Mostra del Cinema al Lido di Venezia. E’ splendida, Elisa Sednaoui con i suoi colori mediterranei che le derivano dalle origini: padre egiziano e madre italiana. E’ nata nel 1987 a Bra, in provincia di Cuneo, ma è cresciuta tra Luxor, in Egitto, l’Italia, la Francia e Londra. Ha debuttato come modella, affermandosi presto a livello internazionale, poi è passata al cinema: nel 2010 nel ruolo di protagonista femminile in Indigène d’Eurasie (Eastern Drift), diretto dal lituano Sharunas Bartas e presentato in occasione del Forum del Festival di Berlino. Importante anche il ruolo in Bus Palladium (del 2010) di Christopher Thompson, pellicola che ha ottenuto la nomination ai César. Nel 2012 è stata la volta di L’amour dure trois ans (del regista Frédéric Beigbeder) e de La leggenda di Kaspar Hauser, di Davide Manuli nel quale recitavano anche Vincent Gallo, Fabrizio Gifuni e Claudia Gerini: il film è stato presentato al Festival di Rotterdam. Nel 2013 altre due partecipazioni prestigiose: quella a Les Gamins di Anthony Marciano e a Libertador di Alberto Arvelo, visto per la prima volta al Festival di Toronto.

Ma Elisa non è soltanto attrice: è anche stata tra i componenti di varie giurie cinematografiche, tra cui quella del Paris Film Festival nel 2010 e ha già debuttato come regista e sceneggiatrice con il documentario sulla primavera araba Image of a Woman, non ancora uscito. Inoltre, è anche stilista (ha disegnato tra l’altro una capsule collection di abiti per bambini intitolata Little-a-like che includeva salopette e gonnelline di jeans, t-shirts e vestitini deliziosi. Qui trovi alcune collezione di tendenza) con obiettivi sociali. Parte dei ricavati delle vendite sono infatti andati alla Elisa Sednaoui Foundation, un’organizzazione no-profit di sua fondazione che promuove lo sviluppo personale e scolastico dei bambini e dei giovani nelle aree rurali egiziane mediante programmi di sostegno appositamente studiati per loro. In occasione di un’intervista concessa a Repubblica in questi giorni ha espresso il suo desiderio di lavorare nel sociale e l’appello accorato a diventare tutti più ospitali verso i migranti.