Scamarcio e Golino in un Uomo Nero da brividi

Di , scritto il 01 Dicembre 2009

Uomo_Nero_Scamarcio_Rubini_Golino_poster_locandinaChe il cinema italiano non sia solo composto da cinepanettoni e film su trentenni in crisi è apparso più che evidente durante questo 2009 che, nella coda dicembrina, ci gala ancora qualche ottimo titolo degno di stare alla pari con i tanti film esteri che inondano le nostre sale ogni settimana.

Tocca questa volta a Sergio Rubini, sempre più autore di grande importanza nel nostro cinema contemporaneo, proporci una piccola grande storia ambientata nella Puglia degli anni Settanta. Piccola per quanto riguarda il budget, visto che il film è costato circa cinque milioni di euro, grande per quel che concerne il cast coinvolto, i contenuti e gli esiti.

L’uomo nero, questo il titolo del film di Rubini, è il momento di introspezione autobiografica che attende sempre qualsiasi autore lungo la sua carriera e mette in scena le tensioni famigliari e la vita di Rubini quando, bambino, viveva in provincia e si sentiva diviso fra varie nature e istinti.

Ecco quindi la storia di Gabriele, che torna in un paesino della Puglia per salutare il padre morente e comincia a ricordare quando, negli anni Sessanta, suo padre, capostazione, veniva criticato dai notabili del paese per le sue velleità artistiche (nel tempo libero cercava di dipingere, con buoni risultati) e questa situazione originava tensione e litigi con sua moglie.

Lui, bambino, alla figura di quel padre così serio e pesante preferiva quello dello zio, scapolo e scherzoso, mezzo dongiovanni e mezzo guascone ma sempre concreto e poco incline ai sogni e alla fantasia.

Solo quando, tornando al presente, Gabriele, dopo aver seppellito il padre, passerà la notte nella casa dove è cresciuto, riuscirà finalmente a mettere al posto giusto alcuni tasselli della memoria e a comprende pienamente quel che accadeva in famiglia e che tipo di uomo fosse il suo genitore…

Una trama di questo tipo ha bisogno di interpreti forti e Sergio Rubini (che si ritaglia anche una parte per sé) li ha trovati in Riccardo Scamarcio e Valeria Golino. I due attraversano uno splendido periodo con Scamarcio che ha appena finito di recitare nel nuovo film di Ferzan Ozpetek e la Golino che tenterà presto la via della regia con un cortometraggio ambientato a Napoli.



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