La principessa e l’aquila – il film di Otto Bell

La tradizione dei cacciatori con le aquile, presso le popolazioni nomadi della Mongolia, ha duemila anni di storia. Il metodo per questo tipo di caccia, a volpi, lupi e altri animali, si tramanda di padre in figlio, laddove la persona mostra una propensione spiccata per la collaborazione con l’aquila. Quando cioè, per dirla come loro, “ce l’ha nel sangue”. Aishoplan è una ragazzina di tredici anni che, diversamente dalle amiche, non ha mai avuto paura di un’aquila né di arrampicarsi in altissima montagna per catturare il suo personale aquilotto all’indomani dello svezzamento e crescerlo e addestrarlo secondo gli insegnamenti del padre.