A good day to die hard: Bruce Willis e figlio contro i malvagi sovietici

Abbiamo già visto come molte franchise ad alto tasso d’azione stiano operando un cambio della guardia, facendo passare il testimone del protagonista da un attore all’altro, spesso in modo morbido e mediato, con un film-intermezzo nel quale compaiono entrambi.

A questa legge non si sottrae nemmeno Die Hard: siamo ormai giunti al quinto film della serie, Bruce Willis non ringiovanisce e, anche se può andare di moda l’occasionale pellicola d’azione con protagonisti anzianotti, è meglio pensare a della carne fresca pronta a prendere il suo posto in eventuali futuri episodi.
E la “carne fresca” in questione potrebbe essere il giovane Jai Courtney, che nel trailer che potete vedere a fondo post esibisce già la giusta grinta per il ruolo.

In A good day to die hard, film voluto da Willis, con una storia produttiva particolarmente travagliata (script rivisto più volte, varie candidature alla regia…), assistiamo, come è tipico in questa serie, a un allargamento del raggio d’azione del protagonista, che esce per la prima volta dai confini statunitensi.

John McClane si dirigerà infatti in Russia per aiutare suo figlio Jack, in difficoltà con le autorità locali. Quel che John non sa è che Jack è in realtà un agente di alto livello della CIA: insieme i due dovranno contrastare i piani di una banda di criminali che vuole rubare delle armi nucleari

A dirigere A good day to die hard troviamo John Moore (Max Payne, The Omen, Behind Enemy Lines) mentre la sceneggiatura è stata elaborata da Skip Woods (Swordfish, Hitman, X-Men Origins: Wolverine, A-Team). Breve apparizione di Mary Elizabeth Winstead nella parte della figlia di McLane. In distribuzione statunitense dal 14 febbraio 2013.