N-capace di Eleonora Danco in concorso al 32° TFF

Il lungometraggio N-capace, opera prima della performer, scrittrice e autrice di teatro, Eleonora Danco, è uno dei due significativi titoli italiani in concorso al 32° Torino Film Festival insieme con Frastuono di Davide Maldi. Man mano che la kermesse entra nel vivo e i 15 titoli in concorso si avvicendano sullo schermo, il compito della giuria presieduta da Ferzan Ozpetek si va facendo sempre più arduo per la indubbia qualità di tutte le opere in cartellone.

Eleonora Danco ha scritto, diretto e cointerpretato questo suo primo film vestendo i panni della coprotagonista, Anima-in-pena. Lo spettatore è da lei accompagnato in un percorso autobiografico, tra Terracina e Roma, alla ricerca del passato e delle ragioni di un futuro, tra tensioni drammatiche e un pizzico di ironia. Anima-in-pena, sconsolata dalla perdita della madre, e in conflitto con il padre, si interroga e si muove tra i volti e le voci di vecchi e giovani, nei panni di loro stessi, testimoni della loro propria vita, divisi generazionalmente sui piccoli grandi interrogativi dell’esitenza, diversi e sempre uguali a seconda delle età. Lei è l’unica ad avere l’età di mezzo, che la sballotta tra gli adolescenti e gli anziani. Generazioni a confronto sugli stessi temi, dal sesso alla scuola, all’esistenza di Dio, per capire, per trovare un senso, e poi ricadere nella stessa solitudine. Unico rifugio, un letto dove sdraiarsi, alla ricerca di conforto nell’unico elemento di scena in un paesaggio urbano. Si sorride alle risposte imbarazzate dei vecchi e dei ragazzi nell’esprimere una naivetè a volte disarmante, pure specchio dei nostri tempi. E si va indietro nel tempo a rintracciare le storie di paese, talvolta quelle di violenze domestiche, magari anche di lupi mannari -che tutti giurano d’aver visto almeno in una occasione-. Infine la madre scomparsa, alle pressanti richieste della figlia, la autorizzerà finalmente a bagnarsi nel mare. Sono le undici del mattino, è tempo per quel bagno tanto atteso per immergersi di corsa nel futuro. Questa la traccia dell’interessante N-capace, opera prima di Eleonora Danco che dalle sue esperienze teatrali attinge il meglio da un repertorio di comunicatività espressiva raro.

Dario Arpaio