L’avvincente Stray Dog di Debra Granik al 32° Torino Film Festival

Di , scritto il 24 Novembre 2014

strLa regista americana Debra Granik è lei pure nella giuria del 32° TFF, presieduta da Ferzan Ozpetek, che sarà chiamata a premiare il miglior film nella rassegna principale di Torino 32. Nel 2010 le è stato assegnato il Gran premio al Sundance e il titolo di miglior film al Torino Film Festival con il suo Winter Bone, Un Gelido Inverno, pure celebrato con quattro nomination all’Oscar. Nella rassegna Festa Mobile è inserita la sua ultima fatica, Stray Dog, un docufilm sulla vita quotidiana di Ron Hall, il Cane Randagio del titolo. Ron è un veterano del Vietnam. Corpulento, tatuato, barbuto, viaggia su di una Harley con i suoi confratelli, ha quattro cagnetti. Gestisce un’area adibita a parcheggio di roulotte e caravan nel sud del Missouri. E’ sposato con Alicia, una donna messicana. I due condividono con calore le piccole cose di ogni giorno, tollerandosi con affetto. I vicini di casa sono pressocchè tutti veterani. Si aiutano l’un l’altro e non mancano a nessuna delle celebrazioni dedicate ai caduti di guerra, su tutte quella che ogni anno raduna migliaia di bikers che da ogni parte degli Stati si dirigono a Washington DC dove è il grande Memoriale. Le cerimonie commemorative sono partecipate con grande solennità, sebbene dai giorni del Vietnam siano trascorsi molti anni, e via via aumentano le celebrazioni per i caduti dell’Iraq, dell’Afghanistan. Ron, come tutti i veterani, soffre ancora duramente dei postumi delle guerra. Gli incubi non abbandonano l’animo e la notte i fantasmi si riaffacciano alla memoria. Ancora oggi Ron si affida a uno psicanalista, ma la guerra è dura da dimenticare. Come si possono cancellarre le immagini delle atrocità impresse nella mente? Solo la condivisione e l’affetto degli amici può lenire le ferite profonde. Ci si aiuta e ci si sostiene. Ron è anche un nonno affettuoso con la nipote neo-mamma. Quest’ultima è costretta a due lavori precari per andare avanti e la presenza costante del nonno è di conforto. Anche i due figli di Alicia raggiungeranno dal Messico la piccola comunità che ruota intorno a Ron. Verranno accolti con calore e dovranno affrontare tutte le difficoltà della loro nuova condizione di immigrati, ma non saranno soli. Ron vive e agisce come un buon padre nei confronti di tutti. Non abbandona nessuno anche se i tempi di crisi richiedono sacrifici. La vita di ogni giorno lo eleva e gli fa anche comprendere come la guerra che ha dovuto affrontare da buon patriota altro non è se non un gioco al massacro di giovani innocenti voluto da vecchi che gestiscono il potere economico a loro vantaggio.

La Granik ci offre un delicato spaccato di vita americana con un efficace uso della tecnica documentaristica non lesinando di inquadrare gli effetti della crisi sui meno abbienti nel suo avvincente Stray Dog.

Dario Arpaio

 



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