È difficile, dovendosi regolare solo sulle prime voci e non sul prodotto finito, stabilire le buone intenzioni o la volontà di speculare ancora una volta su un evento tragico quale la morte di Moana Pozzi.
Resta il fatto che il regista Gianni Volpe, da tempo abituato a girare sul limite fra documentario e fiction, spesso andando a pescare nel torbido e nel controverso, è intenzionato a trarre un lungometraggio dal libro del biografo della pornostar Brunetto Fantauzzi Moana, la Spia nel letto del Potere.
Fantauzzi fra le altre cose afferma che Moana fu “esorcizzata da Milingo e da allora, abbandonato il porno, manifestò più volte, in varie interviste televisive, l’intenzione di mollare tutto e recarsi “nell’isola che non c’è”.
Diventa quindi facile dimenticare la morte dell’attrice e ipotizzare una sua fantomatica scomparsa in qualche paradiso tropicale o in nazioni disposte a non interrogare Moana sul suo passato. La speranza è che il film in cantiere, più che far luce su segreti difficilmente rivelabili, porti una certa dose di rispetto nei confronti della Pozzi e non ne sfrutti il nome solo in vista di un facile incasso a colpi di scandali e qualche nudo.
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