Chandni Chowk to China: Cina ed India fanno pace. Grazie a un film

scritto alle 14:32 del 19/01/2009 da italmedia in Commedia, In sala

chandni_chowk_to_china.jpgNon sono soltanto le grandi battaglie a scrivere la Storia, anzi. A volte, infatti, possono essere sufficienti piccoli gesti per scardinare un muro di diffidenza tra due Paesi tradizionalmente ostili l’uno nei confronti dell’altro. Come lo sono l’India e la Cina, rivali lungo i confini himalayani da almeno cinquant’anni per questioni di sovranità sulla regione dell’Arunachal Pradesh. E se tra americani e – appunto – cinesi la “distensione” fu inaugurata da epiche sfide a ping-pong, con i vicini indiani galeotta potrebbe essere una pellicola prodotta dall’iperattiva industria cinematografica di Bollywood: Chandni Chowk to China. Intendiamoci: niente di epico.

 

La trama, infatti, racconta le vicende di un maldestro cuoco indiano, interpretato dalla star Akshay Kumar (quasi 100 film all’attivo!), che lavora in uno dei ristoranti della Chandni Chowk del titolo (la strada principale della vecchia Delhi) fino a quando non viene scambiato per la reincarnazione di un leggendario guerriero cinese. Si spiega così l’ambientazione a cavallo della Muraglia, ma anche la presenza nel cast del “guru” cinese delle arti marziali Gordon Liu.

 

Finalmente una commedia, dopo una sfilza di pellicole che hanno tratteggiato i “vicini” come cattivi, ma non è stato facile portare a termine il progetto. “Abbiamo dovuto muoverci con più di un anno di anticipo solo per ottenere i permessi per girare – ha spiegato il produttore – . Ma poi, una volta oltrepassata la frontiera, siamo stati accolti da gente disponibile e gentile. Problemi? Solo uno: la lingua”. Una “Rivoluzione” cha ha spinto un quotidiano indiano a recensire il film parlando di “Spartiacque nelle relazioni tra i due Paesi”, mentre i curatori del progetto parlano di “Pietra miliare” tra gli innumerevoli prodotti di Bollywood.

 

Cinematograficamente non sarà così, ma la speranza è che questo film possa significare moltissimo nella Storia delle relazioni tra Cina e India. “Il Governo cinese autorizza l’ingresso di sole 20 pellicole straniere in un anno: speriamo ci permettano di distribuire la nostra” ha concluso il produttore. Ma – augurandoci che sarà davvero un’occasione per dialogare. Lo speriamo anche noi.




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