The Free State of Jones: una pagina di storia americana nei cinema

Di , scritto il 15 Novembre 2016

the-free-state-of-jonesThe Free State of Jones, il film drammatico di Gary Ross è da un paio di settimane in proiezione nelle sale italiane.

Parla della Guerra di Secessione americana, il sanguinoso conflitto civile che impegnò gli Stati Uniti dal 1861 al 1865 da cui nacque la nazione che oggi conosciamo. La pellicola si ispira a fatti realmente accaduti: narra la ribellione contro la Confederazione da parte di un contadino del Mississippi, Newton Knight (interpretato da Matthew McConaughey) che, con un piccolo numero schiavi e altre persone senz’arte né parte dichiara un certo territorio dello stato del Mississippi indipendente e fedele all’Unione. Le scene iniziali sono dure e ferocissime e lo stesso spirito aspro permea anche il prosieguo della pellicola. Knight, incaricato di portare i feriti in battaglia all’ospedale di campo, non accetta lo strazio della guerra ed è altrettanto disgustato da un nuovo ordinamento della Confederazione che esonera dal servizio militare chiunque “possieda più di 20 negri”. Newt capisce bene che in questa guerra sono i poveri a morire nonostante che il conflitto venga preparato dai ricchi al tavolino. Quando un ragazzino viene ucciso in trincea, Knight diserta dalla sua Compagnia e porta il corpo del giovane a casa dai suoi, correndo così il rischio di essere catturato e ucciso come traditore. Sulle sue terre, Newt incontra persone angariate da manipoli di confederati incaricati di riscuotere la tassa secondo la quale vengono requisiti i beni terrieri degli agricoltori a favore dell’esercito,lasciandoli nella povertà più completa. L’insieme di sopraffazioni e ingiustizie spinge Knight,ormai considerato disertore, a rifugiarsi nelle paludi insieme ai pochi suoi fedeli nuovi compagni, fra cui Rachel (Gugu Mbatha-Raw) una donna di colore molto sensibile che diventerà poi sua moglie.

Il film brilla per la fotografia (di Benoit Delhomme) e per la colonna sonora affidata Nicholas Britell, improntata alle sonorità delle ballate irlandesi e a quelle degli stati del Sud. Purtroppo con il doppiaggio si perde tutto l’effetto insito nell’accento cantilenante e trascinato dei personaggi del Sud degli Usa.



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