la recensione di Dario Arpaio: Fuochi d’artificio…

Di , scritto il 01 Agosto 2015

1Fuochi d’artificio in pieno giorno del quarantacinquenne regista Diao Yi’nan ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale del 2014. Non solo. Il protagonista maschile, Liao Fan, si è visto assegnare l’Orso d’Argento come miglior attore. Il giovane regista e sceneggiatore cinese rientra a pieno titolo in quella cosiddetta sesta generazione di cineasti che sta rinnovando il cinema della Repubblica Popolare della Cina, con un fare fresco, accattivante, capace di raccontare la realtà e la grandezza di quel Paese, senza perdere di vista il malessere di una sistema sempre più votato al profitto senza scrupoli.

Il titolo italiano del film distribuito dalla Movies Inspired, sempre attenta al cinema di pregio, traduce pressocchè letteralmente -e con merito- il titolo originale cinese, laddove quello internazionale, Black Coal, Thin Ice, si coniuga di più con i temi del soggetto. Nero carbone e ghiaccio sottile rappresentano in nuce la trama rarefatta di un noir di ottima fattura, capace di risuonare accordi tali da richiamare le atmosfere di titoli prestigiosi, come il Terzo Uomo di Reed, l’Infernale Quinlan di Welles e, perché no, articolando qualche accento caro al cinema dei fratelli Cohen. Ma Diao Yi’nan, seppure solo alla sua terza prova registica, è capace di esprimersi in maniera davvero personale, esaltata dall’ottima fotografia di Jinsong Dong e da un uso attento e particolarmente espressivo della macchina da presa, vivace nella profondità di campo, nei piani sequenza e nei campi lunghi.

Fuochi d’artificio in pieno giorno racconta del ritrovamento di un cadavere i cui resti sono sparsi in un raggio di 50 chilometri, tutti in diverse fabbriche di lavorazione del carbone nel nord est della Cina. Le indagini di polizia non portano a nulla. La squadra che indaga viene coinvolta in una sparatoria (davvero pregevole la sequenza). Il detective sopravvissuto, dopo un lungo ricovero, lascia la polizia e si riduce a fare il sorvegliante in una fabbrica. Il divorzio e la perdita del lavoro hanno stravolto la vita dell’uomo che si perde nell’alcol. Anni dopo, proprio lui, si ritrova ad affiancare cameratescamente gli ex colleghi nelle indagini per un omicidio simile nella dinamica al vecchio caso: un uomo viene fatto a pezzi e i resti sparsi in varie direzioni. Le indagini via via si concentrano sulla misteriosa giovane commessa di una lavanderia.2

L’ex detective e la donna, le loro vite disperate si intrecciano balorde e diventano il vero centro narrativo del film che, scivolando sul ghiaccio delle gelide notti invernali del nord est, si evolve ed esplode letteralmente in un finale originalissimo di grande impatto visivo. Fuochi d’artificio in pieno giorno è un noir davvero ricco di fascino. Non resta che attendere il prossimo film di Diao Yi’nan.

Dario Arpaio

 

 



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